sab 20 giugno ore 20

Bovisa Jazz Band in concerto

Quasi tutti sanno che il jazz è nato a New Orleans. Invece, molti meno sono quelli a conoscenza del fatto che ci restano pochissime tracce tangibili della musica che si suonava laggiù a inizio Novecento. Quando il jazz si è diffuso nel resto degli Stati Uniti e, da lì, in giro per il mondo, ormai i più grandi interpreti di quella musica avevano lasciato New Orleans, nonostante provenissero quasi tutti proprio da quella zona. Perfino quello che si dice essere stato il primo disco di jazz mai prodotto è stato registrato a New York, proprio nello stesso anno in cui è stato chiuso Storyville, il quartiere a luci rosse di New Orleans, dove quella musica aveva trovato un terreno di coltura ideale.
Questo non significa che a New Orleans si sia smesso di suonare il jazz: semplicemente, la musica prodotta da quelle parti rappresentava un fenomeno certamente diffuso, ma molto limitato geograficamente, pressoché sconosciuto altrove, almeno in tempi in cui la massima espressione tecnologica era costituita dal giradischi a manovella e l’epicentro dell’industria discografica si trovava qualche migliaio di chilometri più a nord! Per questo motivo, spesso e volentieri, i musicisti locali dovevano arrabattarsi con secondi, o terzi, lavori, dedicandosi al jazz nelle non rare e più disparate occasioni in cui era richiesto il loro intervento.
Quella musica, il jazz di New Orleans come lo intendiamo oggi, è il frutto di una riscoperta e, pare, di una dentiera. All’inizio degli anni Quaranta del secolo scorso, alcuni studiosi si misero sulle tracce delle origini di questa musica, andando alla ricerca del musicista che tutti i più grandi jazzisti dell’epoca indicavano come il migliore che avessero sentito suonare quasi trent’anni prima, quando ancora vivevano a New Orleans. La leggenda narra che questo trombettista, nato nella seconda metà degli anni Settanta del 1800 da una famiglia di schiavi, ormai non si occupasse più di musica e, addirittura, che non fosse nemmeno più in grado di suonare perché gli mancavano molti denti.
La voglia di riscoprire le origini del jazz e l’acquisto di una nuova dentiera diedero vita alle prime registrazioni di questa “nuova” musica, suonata da vecchi musicisti e trasformarono un fenomeno locale in un genere musicale: il jazz tradizionale. Molti musicisti della vecchia guardia tornarono sulla cresta dell’onda, tanti altri seguirono le loro orme e tutti diffusero la propria arte dalla Louisiana al resto del mondo, riuscendo a propagare l’enorme carica di energia e di felicità che questa musica è in grado di sprigionare, anche solo da un disco.
Non solo a New Orleans, il jazz tradizionale incominciò a contagiare moltissimi altri musicisti in ogni parte del pianeta, dall’Asia all’Europa, passando per l’Oceania. A partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta, questa musica arrivò anche da noi in Italia, grazie ad alcuni appassionati pionieri che, ispirandosi ai rari dischi arrivati alle loro orecchie, iniziarono a suonarla.
Nell’ultimo mezzo secolo, sono state molte le occasioni in cui questa musica è stata proposta e tanti sono i festival organizzati in giro per l’Europa dedicati al jazz tradizionale, in cui anche i discendenti di questi primi pionieri si esibivano con loro, nei casi più fortunati accompagnando musicisti provenienti proprio da New Orleans, ma pure da tutto il resto del mondo.

La Bovisa Jazz Band, fondata da Luciano Invernizzi quasi settant’anni fa, anima questa scena musicale da allora, proponendo la vera musica di New Orleans.

Cast

Luciano Invernizzi: trombone
Vittorio Castelli: clarinetto
Giacomo Marson: tromba
Gigi Marson: pianoforte
Nino Frasio: banjo
Marco Roverato: contrabbasso
Vittorio Sicbaldi: batteria

Calendario spettacoli

20:00:00

Regolamento accesso sala:  per ragioni artistiche non è consentito l’accesso in platea a spettacolo iniziato.