Settembre
Aperti al Mondo dal 1908
Poco lontano da questo teatro, al ristorante Orologio, nasceva nel 1908 l’Inter. Con Gianfelice Facchetti, attore e figlio di Giacinto, viene raccontata nascita, crescita e vita di una delle due squadre che hanno reso Milano ancora più famosa nel mondo. Teatro nerazzurro, ma non solo: ecco le voci di Milano, dello sport, dei campioni e le musiche del tempo.
Ottobre
Kind of Blue
Con lo scrittore e giornalista di jazz Flavio Caprera a fare da guida, risuonano i brani di Kind of blue, capolavoro discografico di Miles Davis. Un’interpretazione che non “rilegge”, ma nel centenario della sua nascita “rilancia” – grazie ai musicisti sul palco – il talento del grande trombettista, che qualcuno chiamava “il principe delle tenebre”. Sul palco un gruppo di jazzisti italiani di prestigio impreziosito da Marko Đorđević, tromba solista della RTS, la big band della Radio di Stato della Serbia con sede a Belgrado.
La Cantautrice Fantasma
Immaginiamo un’immensa artista, che viene saccheggiata nelle musiche e nelle parole da cantautori più famosi: con quest’idea sale sul palco Ivan Talarico, per giocare su creatività, talento, imitazioni e plagi. Tra risate e canzoni, un pomeriggio che tra Roma, Genova, Milano, con Conte, De André, Modugno e altri, ci accompagna in un viaggio sorprendente.
Milano1966-1976: Il Mio Condominio
Milano, 1966. Una bambina arriva in città con i genitori che sino ad allora avevano vissuto in Nord Europa. La città è un calderone dove arrivano persone da ogni angolo della terra e nelle radio risuonano musiche popolari che ancora ricordiamo. Tutto questo diventa memoria, risate e musica.
Dissonorata
Spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, mi capita di sentire l’eco di altre storie. Storie di donne calabresi dell’inizio del secolo scorso, o della fine del secolo scorso, o di oggi. Quando il lutto per la vedova durava tutta la vita. Per le figlie, anni e anni. Le donne vestivano quasi tutte di nero, compreso una specie di chador sulla testa, anche in piena estate. Donne vittime della legge degli uomini, schiave di un padre-padrone. E il delitto d’onore era talmente diffuso che una legge apposita quasi lo depenalizzava. Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Parlando del proprio villaggio, parla della condizione della donna nel villaggio globale. Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, zie, loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia.
La Borto
Non è solo la storia di un aborto. È la storia di una donna in una società dominata dall’atteggiamento e dallo sguardo maschile: uno sguardo predatorio che si avvinghia, violenta e offende: un atteggiamento che provoca gli eventi ma fugge le responsabilità. L’aborto ne è solo una delle tante conseguenze. Ma ne è la conseguenza più estrema. La protagonista racconta l’universo femminile di un paese del meridione. Schiacciata da una società costruita da uomini con regole che non le concedono appigli, e che ancora oggi nel suo profondo stenta a cambiare. Vittoria racconta il suo calvario in un sud arretrato e opprimente. E lo fa nei toni ironici, realistici e visionari insieme, propri di certe donne del sud. Non mancano momenti sarcastici e ironici come quando gli uomini geometri misurano il corpo femminile come se al posto degli occhi avessero il metro. O come quando il paese si trasforma in un’immensa chiesa a cielo aperto per scongiurare le gravidanze. Né quelli commoventi legati alla decimazione del “coro” delle donne. Ma quando la protagonista chiude il cerchio col racconto del calvario della nipote, il sarcasmo e la commozione lasciano il posto a una profonda amarezza, mettendoci davanti alla dura e ambigua realtà dei nostri giorni.
Aldilà di Tutto
Non siamo mai pronti – per lo meno non lo siamo tutti – ad affrontare il tema dell’addio alla vita. Con Valentina Picello e Chiara Stoppa si va davvero “Al di là di tutto” e le due attrici sanno intrecciare con passione storie, riflessioni, aneddoti. Se li scambiano nell’apparente relax di una vacanza: e la vita in fondo che cos’è, se non un viaggio?
Lo Sciopero Delle Bambine
Non era mai accaduto in Italia e non poteva che accadere a Milano. Siamo nel 1902 e le “piscinine”, le “piccoline” delle sartorie, organizzano uno sciopero. Una grande storia, a lieto fine, raccontata da un punto di vista stranissimo: due piccioni di piazza Duomo, che vengono “incarnati” con ironia e intelligenza dalle due attrici in scena.
Luchino, Spettacolo ANNULLATO
La storia del rapporto tra Visconti e Testori si arricchisce di Luchino, biografia inedita e pubblicata da Feltrinelli. Il testo risale alla prima metà del 1972: il regista era impegnato nelle riprese di Ludwig; lo scrittore stava lavorando all’Ambleto, scritto per Franco Parenti, con il quale nel gennaio 1973, sarebbe stato inaugurato il Pier Lombardo. Nel libro Testori afferma di conoscere Visconti “inter et intus” come “credo sia avvenuto a pochi”. Per questo, scrive Giovanni Agosti, curatore dell’edizione, Luchino è qualcosa di molto diverso da ogni altro libro relativo al regista milanese. Testori schizza un profilo, a strati, che punta ad andare all’osso di quella che, quando queste pagine sono state scritte, si sarebbe definita la poetica di Visconti.
Novembre
Lo Sciopero Delle Bambine
Non era mai accaduto in Italia e non poteva che accadere a Milano. Siamo nel 1902 e le “piscinine”, le “piccoline” delle sartorie, organizzano uno sciopero. Una grande storia, a lieto fine, raccontata da un punto di vista stranissimo: due piccioni di piazza Duomo, che vengono “incarnati” con ironia e intelligenza dalle due attrici in scena.
Romeo & Giulietta Spettro D’Amore
Bisogna mettere in scena un testo teatrale. Okay, ma quale? Beh, perché non un classico, perché non “Giulietta e Romeo”? Ma quando i ragazzi cominciano a ragionare sui comportamenti degli innamorati e dei loro amici, sboccia la perplessità: va bene, è un capolavoro, ma alcune scelte di Shakespeare potevano essere evitate? Dalla scuola di teatro di Un Futuro per l’Asperger un magnifico “colpo basso” al teatro.
Sogno di un Uomo Ridicolo
Chi ama Dostoevskij non può perdersi Gabriele Lavia e il suo “Sogno” (di un uomo ridicolo): lo accompagna da quando ha diciott’anni, l’ha recitato nei più prestigiosi teatri italiani e in televisione. L’ha portato a lungo in tournée. Insomma, è l’opera che Lavia ha rappresentato di più e che arriva adesso, in forma di recital, al Gerolamo.
Corpo Felice
Il “Corpo felice” è un romanzo di Dacia Maraini e a quel corpo, e all’anima che contiene, dà vita Federica Di Martino. L’immaginazione scava e vola sul rapporto di una madre con il figlio che purtroppo non è mai arrivato: eppure l’amore regna e il dialogo donna-uomo non è scontro, ma incontro. Anzi, un antidoto alla violenza e al dolore.
Milano/Roma – Porta/Belli
Due grandi poeti a confronto in un recital poetico musicale.
Poesie e canzoni sull’asse Milano-Roma, tra i versi di Carlo Porta e di Giuseppe Gioacchino Belli: la musica dei dialetti da riscoprire, quasi una partita di tennis tra i due poeti e le due capitali, l’ufficiale e la morale. E con l’interpretazione di Luca Simonetta Sandri e la voce di Carolina Tomassi, nipote dell’eccezionale e indimenticabile Rosalina Neri.
Sonora Imago
Polittico da concerto per voce femminile, pianoforte esteso, live video (Omaggio a Bill Viola).
Mille anni di musica rivisitate da nove compositori, non solo come eredità, ma anche come materiale inedito, per dare tensione alle figurazioni delle due performer, interpreti totali tramite una scrittura visiva sui loro corpi che contribuisce a creare un clima sospeso, notturno, onirico, incantatorio. Uno sguardo sacrale e rituale, senza confine fra carne e spirito, sensualità e poesia.
Brothers – Jannacci & Gaber
L’amicizia è un sentimento importante. Due amici possono essere come fratelli, pur essendo diversi per stile e per voce, ma uniti da musica, poesia, vita, senso della bellezza. Con questa idea, Carlo Pastori e il suo trio acustico onorano Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci. Dai loro esordi al “teatro canzone”, una delle vocazioni del teatro Gerolamo.
Malandrini a Milano
I loro cognomi e soprannomi riempivano le prime pagine: Luciano Lutring, il solista del mitra; Renato Vallanzasca, il bel René; Francesco Turatello, detto Faccia d’Angelo; Angelo Epaminonda, il Tebano. A quel mondo oscuro Piero Colaprico e Alessio Lega dedicano testi e musiche originali. Per ricordare, senza sconti, ma anche con un sorriso, gli ultimi banditi conosciuti di Milano.
Le Nostre Prigioni. Storie di Pena e Speranzaa
Una fiction teatrale tratta da veri colloqui con i detenuti, scritta da Dino Petralia, sostenuta dall’Ordine degli Avvocati di Milano. Cinque storie di uomini e donne, tre attori sul palco, un viaggio non “dentro” le carceri. Un viaggio dentro le emozioni dei condannati, e anche di li sorveglia. Come collante, l’ironia degli esseri umani.
I Nomi. L’ultima Notte di Giancarlo Siani
A Giancarlo Siani, giornalista di cronaca nera, ucciso a Napoli dalla camorra, sono stati dedicati reportage e anche un film. Il coraggio di Siani, non come gesto epico ma come necessità quotidiana, è raccontato in questo spettacolo attraverso gli occhi di un bambino affacciato alla finestra. Un bambino che nel tempo cresce, diventa padre, tramanda al figlio, interpretato con bravura da un giovane attore del quale sentiremo parlare.
Concerto di Natale
Concerto di Natale Orchestra Sinfonica di Milano 2026
Canto di Natale
Canto di Natale è dedicato a chi è stanco del Natale e dei suoi stereotipi, proprio come l’avaro Scrooge. Arianna Scommegna reinterpreta il classico di Dickens con ironia ed empatia, dando voce a tutti i personaggi. L’obiettivo è riscoprire la storia di rinascita e speranza attraverso lo “Scrooge” che vive in ognuno di noi. Una riflessione contemporanea e divertente sui buoni sentimenti e le festività.
La Sparanoia. Atto Unico Senza Feriti Gravi Purtroppo
Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri raccontano la generazione dei giovani che, come titolava un libro di Michele Serra, sembrano “Sdraiati”. Ma lo sono davvero? Attraverso un uso dinamico del corpo e un’atletica agitata della parola, portano in scena con drammaticità e graffiante ironia i temi più scomodi del contemporaneo dando voce sulla scena ai conflitti politici di una generazione oppressa e sfruttata, per riaccendere nel pubblico la rabbia rivoluzionaria.
Attilio
Quadrella, 1991. Un paese del Sud Italia che sulla mappa non c’è. Attilio, 9enne, decide di comportarsi come ne avesse 80: vestiti da nonno, bocce coi pensionati, briscola al bar. I vicini mormorano, il prete “canta”, la reputazione degli Indino traballa. Una commedia familiare sghemba nell’Italia del Festivalbar ’91, dove la distanza più difficile è quella tra una stanza e l’altra della stessa casa. Nuova versione dello spettacolo nata dall’incontro creativo tra Flavia Ripa e Paola Tintinelli.
Tutte le Bambine e i Bambini Voglion Fare Jazz
Il cinema d’animazione esce dallo schermo. Le musiche dei film per bambine e bambini sono nate per “acchiappare”, ma anche i più piccoli possono scoprire altre sfumature attraverso i ritmi jazz. Un’idea sorprendente e simpatica, presentata da Oreste Castagna di Rai Yo Yo, messa in scena dall’orchestra di Claudio Angeleri, con i testi di Tiziana Sallese.
La Voce del Sacro
Claudio Monteverdi Messa a 4 voci da Cappella da Selva Morale e Spirituale
Giacomo Carissimi Jonas
Il Circo Dopo Il Circo. Dal Circo Di Ieri Al Circo Di Domani
Il Circo dopo il Circo – dal Circo di ieri al Circo di domani – il nuovo spettacolo di Roberto Bianchin e Paride Orfei, un viaggio affascinante nel magico mondo del circo a cavallo tra passato e futuro. Acrobati talentuosi, comici stralunati, e misteriosi “fenomeni” si muovono nella platea del Teatro Gerolamo liberata dalle poltroncine e trasformata nella scintillante pista di un circo, in un viaggio avventuroso verso i nuovi confini delle arti circensi e le forme espressive del circo che cambia, in un vorticoso tourbillon di fantasia, di divertimento e di eccentricità, che lontano da vuote retoriche e sterili intellettualismi, interroga l’anima e arriva dritto al cuore.
Qui Città di M.
Esordiva vent’anni fa e non ha perso smalto, anzi: con spettatori che sono tornati a vederlo più volte, vanno in scena Qui città di M. e i sette personaggi che una straordinaria Arianna Scommegna fa vivere tra cantieri, delitti e periferie. Un giallo che si svolge in diretta, l’ispettore Bagni indaga, il pubblico può scoprire chi sia l’assassino: ma ci riuscirà?
Parlami d’Amore. Quando la Radio Cantava la Vita
Tra il 1918 e il 1940 la produzione musicale italiana ebbe una straordinaria evoluzione grazie alla nascita della radio. Oltre a divenire il mezzo principale della propaganda fascista, la radio contribuì anche ad ampliare il pubblico degli ascoltatori e a diffondere sensibilmente la musica all’interno delle case italiane, rendendola un “affare” comune e condiviso.
Se da un lato si ramificava la musica fomentata dal fascismo, megafono di sentimenti patriottici, famigliari e lacrimosi, dall’altro si diffondeva, in rotta con le direttive dittatoriali, una musica d’oltreoceano, brillante e ironica. Sottobanco, come bische clandestine, nascevano lo swing e il jazz che ben presto entrarono a far parte di una realtà italiana che remava controcorrente attraverso la musica.
Con questo spettacolo, e attraverso alcuni dei pezzi più belli di quegli anni, va in scena non soltanto uno spaccato di storia della musica italiana, ma soprattutto uno spaccato di storia patria. Poiché la musica, da sempre, diventa il paradigma di una nazione e di un pensiero.
L’Italia canticchiò vent’anni Giovinezza ma all’alba del ’45 tuonò convinta Bella ciao
La Tripla Vita di Michele Sparacino
A Vigata c’è un agitatore di folle che di nome fa Michele Sparacino.
Aizza i lavoratori delle cave di zolfo e innesca uno sciopero generale che unisce panettieri e netturbini, maestri e impiegati.
Ma Michele Sparacino, in realtà, è il risultato della fantasia di Liborio Sparuto, giornalista pigro e bugiardo che inventa il fuorilegge per spiegare ai suoi lettori i fatti che sconvolgono Vigata. Però, un Michele Sparacino esiste davvero, nato alla mezzanotte spaccata tra il tre e il quattro di gennaio del 1898.
Puntualmente fuori tempo e fuori posto, il poveretto diviene protagonista di una intrecciata commedia degli equivoci. Andrea Camilleri ci regala una storia di crudele ironia, troppo amara per essere vera ma troppo verosimile per non diventare lo specchio di una certa Italia. Mario Incudine la mette in scena con il suo stile inconfondibile, in cui suono e parola diventano i binari ideali per traslare questa storia nel mondo della favola musicale. I due musicisti dal vivo e la verve teatrale di Mario Incudine sono al
servizio di una storia che parla anche all’Italia di oggi, in cui il tema, quello del giornalismo e di una certa idea di informazione violenta e menzognera, fa diventare il protagonista il colpevole di ogni malefatta, proprio perché i fatti sono manipolati dall’informazione. Michele Sparacino vive una vita da adulto quando ancora è un infante, e vive una vita da uomo ormai leggendario quando sta appena cominciando a mettere piede nella vita adulta. Fino a quando, con un precipitare degli eventi, diventa eroe, ma è ormai già morto.
I Danni Dei Sondaggi
Come Anton Cechov scrisse l’atto unico “Sui danni del tabacco”, così Renato Mannheimer, sondaggista e sociologo ironico e auto-ironico, diventa attore. Si fa protagonista di una scommessa (riuscita): recitare, affabulare e, in fondo, divertire il pubblico, svelando anche alcuni retroscena della vita italiana e investigando sui temi più imprevedibili.
Pierpaolo, Amico Mio
Morante e Pasolini, frammenti da un’amicizia
Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini si scrivevano. E la lettura di Sonia Bergamasco – che ha raccolto con
entusiasmo la visione narrativa di Vanessa Roghi, storica e scrittrice – ci fa toccare l’amicizia, il senso dello stare insieme nel tempo, sostenersi, arrabbiarsi e, quando uno non c’è più, chiedersi che cosa resta. Lettere, documenti, articoli, interventi pubblici, poesie per far risuonare nel presente quanto la relazione profonda e spericolata di due artisti unici nel panorama italiano ed europeo siano ancora in grado di scoprire le nostre fragilità e indicarci una strada possibile.
In Questo Tempo, In questa Tempesta
Il discorso sul valore del tempo che passa con dignità, coraggio e “voglia di fare la nostra parte” prosegue con Ottavia Piccolo: la ispira Alice Herz Sommer, una pianista nata nel 1903 e morta nel 2014, capace di suonare il pianoforte sino a 109 anni. Ha visto però due guerre, è sopravvissuta alla Shoah e le sue parole non possono non commuoverci.
La Scatola Dei Giocattoli
Quando la stanza si fa silenziosa, una piccola scatola di giocattoli può trasformarsi in un intero universo. Ispirato alle musiche di Fauré e Debussy, lo spettacolo dà vita a bambole, pagliacci, soldatini e balocchi, protagonisti di un mondo in miniatura. Tra amori, conflitti e avventure, il linguaggio della marionetta incontra la musica e invita spettatori di ogni età a riscoprire il confine tra gioco e realtà. Quando la scatola si richiude, tutto torna immobile: i giocattoli aspettano soltanto che qualcuno torni ad aprirla.
Immaginare L’Invisibile
Gli Ujig presenteranno i brani migliori estratti dai primi quattro album di studio e i brani del nuovo progetto discografico.
Bertolt, Il Profugo
In collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano – in occasione dell’ottantesimo anniversario della sua fondazione e in concomitanza con la programmazione, al Teatro Grassi, di Puntila e il suo servo Matti, regia di Claudio Longhi, interpreti Lino Guanciale e Franco Branciaroli -, proprio Lino Guanciale affronta un altro testo, a lungo dimenticato, di Bertolt Brecht: Dialoghi di profughi. L’autore lo scrisse in Finlandia da profugo egli stesso, durante l’esilio che gli consentì di salvarsi dalla repressione hitleriana. La fuga forzata dalla furia nazista raccontata da un grande poeta rifugiato, capace di non perdere mai la strada della dialettica e la verve umoristica della propria penna teatrale, diventa oggi più che mai un’occasione imperdibile per riflettere sul valore e il senso delle frontiere, sia quelle geopolitiche che quelle interpersonali.
Jesper Bodilsen Trio Feat. Fabrizio Bosso
Il contrabbassista danese Jesper Bodilsen porta il suo trio in Italia per una serie di concerti con il celebre trombettista italiano Fabrizio Bosso, in seguito all’uscita del loro album Live In Copenhagen. La tromba cantante e brillante di Bosso si inserisce naturalmente nell’interplay del trio, e il tour italiano riporta quell’incontro al suo pubblico di casa.
Diario Di Eva
Prima lei. Più che Adamo ed Eva, Eva e Adamo finalmente! Eva, in questo testo incantevole, è scintilla di vita e di sapere. Ardita e ardente, spassosa e dolcissima, è lei che inventa il linguaggio, dà il nome ad animali e sentimenti, ha un vero e proprio dono. Quando invece ci prova Adamo… Ispirati dal Diario di Eva di Mark Twain, Rame e Fo immaginano che Eva ormai cinquantenne e con i figli grandi ritrovi il diario che aveva scritto appena “nata” e ce lo legga. Con una lingua poetica ispirata a un succoso dialetto del centro Italia di sapore boccaccesco, un affresco brillante pervaso di tenerezza e di intelligenza che mette in luce spiritosamente la superiorità della donna. Una messinscena scabra – il solo corpo e la sola voce – per fa rivivere questa favola attraverso la potenza della parola nuda, con tutto il godimento della comicità schietta e raffinata di Fo e Rame e del loro esemplare magistero scenico. Per riassaporare l’Amore e la sete di conoscenza attraverso gli occhi di Eva. Due canzoni molto spiritose del repertorio di Mina meno conosciuto, cantate a cappella, amplificano e illuminano la grazia del testo.
Un’Ora Di Niente
Un’ora di niente. Se dentro ci trovate qualcosa, venite a dirmelo. Se non ci trovate nulla, avete capito il perché del titolo. Io mi preoccupo solo di vuotare il sacco, perché Il teatro è come una seduta di analisi, dove Io sono il paziente, il palco è il lettino e il pubblico è l’analista. Il bello? Che io mi curo, ma pagate voi!
Gaber Jannacci – La Musica Delle Parole
Ancora Jannacci e Gaber, ma questa volta con un occhio di riguardo agli autori che hanno contribuito a far diventare grandi i due interpreti. Da Fo a Fortini, da Simonetta a Luporini ad altri, torneremo nel periodo tra gli anni ’60 e ’80, immergendosi, oltre che nelle canzoni, anche nei testi. Due pilastri di un modo di fare spettacolo che, partito da Milano, ha conquistato con intelligenza e sense of humor i palcoscenici italiani.
Miracolo!
Una giovane e longeva compagnia, che da under 30 ha vinto festival italiani e stranieri, porta in scena per la prima volta a Milano un testo visionario e struggente. Fede e disperazione, essere genitori ed essere figli, il bisogno di dare un senso al lutto si mescolano in una fiaba cruda tanto lontana quanto contemporanea.
Ornella. Un omaggio Senza Fine – Prima Nazionale
Se n’è andata il 21 novembre del 2025 ma è ancora con noi. E dopo aver celebrato Mia Martini, con il delicato “Almeno tu nell’universo”, Matilde Facheris, Virginia Zini e Sandra Zoccolan si dedicano a Ornella Vanoni. Oltre al repertorio, alle biografie, agli aneddoti, fluttuano le tante emozioni che Ornella sapeva suscitare grazie all’arte.
Plectrum
Tra aneddoti, storie e sketch si snocciolano nascita, vita e passioni intorno a uno strumento, come il mandolino, che ha accompagnato e accompagna la musica italiana nel mondo. Episodi inediti, battute, ricostruzioni e tanta musica: non solo popolare, ma firmata anche dai più celebri compositori.
Nei Letti degli Altri
Gilda ha trentatré anni. Ama gli uomini, vende il proprio corpo e attraversa il mondo con un desiderio irriducibile. Ma la sua figura è molto più antica. Tenerissima e grandiosa, vulnerabile e potentissima, la protagonista de La Gilda del Mac Mahon di Giovanni Testori abita il margine, dove desiderio, amore e ferita si confondono. Nei letti degli altri riporta Gilda nel presente per donarci una figura insieme suburbana e sacrale: un corpo mitologico nella modernità.
Le Impertinenze dell’Età
Facevano parte del quintetto impegnato in scena nei divertenti giochi d’intelligenza di Achille Campanile, con “Detesto il teatro” e nei fuochi d’artificio di Marcello Marchesi, “Con quella bocca può dire ciò che vuole”: questa volta tornano in due, con un testo esilarante, potente, acuto di una delle scrittrici e sceneggiatrici di New York, che con il libro “Il collo mi fa impazzire” affronta con ironia molti temi dell’universo femminile.

